IMMIGRAZIONE
L’immigrazione è un problema che il nostro Paese fronteggia ogni giorno: sebbene il Dipartimento della Pubblica sicurezza ci informi della repentina diminuzione relativa al numero dei migranti sbarcati, ciò non toglie che, tra il 2014 e il 2017, in Italia siano arrivati ogni anno oltre centomila migranti.
 
La Corte costituzionale afferma nella sentenza n. 148/2008 che «la principale norma concernente la condizione giuridica dello straniero.. è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali». Questo implica uno scontro inevitabile tra i limiti delle norme di diritto internazionale e il diritto costituzionale in cui ai legislatori spetta l’osservanza del principio di eguaglianza, che garantisce il rispetto dei diritti inviolabili della persona.

In mezzo ad un susseguirsi di leggi e di regolamentazioni, cerchiamo di fare chiarezza su alcuni punti cardine di un tema così importante.
 
Le leggi sull’immigrazione in Italia

I provvedimenti in materia di immigrazione sono stati in Italia tardivi in quando - da sempre - il nostro Paese, e per questo, solo negli ultimi decenni, ci si è soffermati a livello legislativo in materia di immigrazione, ecco a voi un elenco dei provvedimenti:
 
  • Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza del 1931: regolava inizialmente l’entrata in Italia dei cittadini stranieri.

  • Legge Foschi (legge n. 943/1986): a essa si deve il merito di aver introdotto le norme sul ricongiungimento familiare e sull’uguaglianza tra lavoratori stranieri e italiani.

  • Legge Martelli (legge n. 39/1990): base dell’attuale legislazione, si interessò soprattutto di regolamentare i flussi d’entrata degli immigrati.

  • Legge Turco- Napolitano (legge n. 40/1998): si impegnò a regolamentare l’accesso degli immigrati favorendo la loro integrazione e l’ottenimento della cittadinanza, per favorire la diminuzione delle entrate clandestine, in più  vennero previsti dei Centri di Permanenza temporanea ed assistenza, utili per trattenere ed identificare gli immigrati per poi semmai espellerli.

  • Testo Unico sull’immigrazione (d.lgs. n. 286/1998): ha avuto il merito di riordinare tutta la normativa precedente in materia d'immigrazione e, nonostante le numerose modifiche intervenute negli anni, è ancora oggi in vigore.

  • Legge Bossi-Fini (legge n. 189/2002): le esigenze nate dal maggior flusso di immigrati, portò alla definizione di una nuova legge attenta a irrigidire la legge Turco-Napolitano e il controllo degli stranieri già presenti sul territorio italiano, ma anche a introdurre il reato di permanenza clandestina.

  • Legge n. 125/2008: prevede l’inasprimento delle pene sia per chi dichiara false generalità, che per gli immigrati clandestini e il loro favoreggiamento.

  • Legge n. 94/2009: si interessa di prendere provvedimenti riguardanti la pubblica sicurezza, rafforzando e intensificando le norme in materia di immigrazione clandestina, ricongiungimento familiare, rinnovo del permesso di soggiorno e introduzione di nuovi paletti di livello economico.

  • Legge n. 46/2017: con la quale si cerca di velocizzare e snellire le procedure per contrastare l’immigrazione illegale; per far si che ciò avvenga sono state istituite 26 Corti specializzate in materia di immigrazione.
 
Delitto di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina

Al fianco di questa strada frastagliata da leggi, permessi e controlli se ne scorge un differente, più pericolosa, che permette agli stranieri un ingresso facilitato e clandestino, spesso velocizzato da quella criminalità organizzata che inserisce i migranti in un circuito di sfruttamento e illegalità.
 
La Legge del 30 Luglio 2002, n. 189, meglio conosciuta come la legge Bossi-Fini, ha portato sostanziali modificazioni al T.U. 286/98. In essa si sottolineano le ipotesi di reato, in particolar modo il delitto di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ma il cambiamento più rilevante sta nell’aver reso penalmente grave il traffico degli stranieri, andando così a colpire l’attività delle organizzazioni criminali.
 
Immigrazione irregolare o clandestina

Per immigrati irregolari o clandestini, si intendono tutti coloro che sono entrati illegalmente nel paese di destinazione. Fanno parte di questa categoria tutti gli immigrati sprovvisti dei requisiti necessari per la permanenza su quel territorio.  A regolare le norme delle condizioni degli stranieri extracomunitari è sempre la legge Bossi-Fini, la quale da un lato tutela i diritti fondamentali della persona umana, dall’altro mette il punto su questioni concernenti la clandestinità e l’irregolarità della presenza su territorio nazionale di extracomunitari.
 
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